Gente, ..un terzo degli scienziati imbroglia! È quanto è stato reso noto da un’inchiesta dei National istitutetes of health americani..come ho fatto a venire a conoscenza di quest’ultima? Guardando per caso un programma di Rai educational. Dunque mi sono posto l’obbiettivo di saperne di più, anche perché mio padre diceva che era tutta una boiata, ma come fanno a dire una boiata pà! Andando su www.cicap.org ci sono i dati dell’inchiesta che ora elencherò. La N.I.H (per non scrivere National…) ha sottoposto un questionario a 3.600 studiosi (che avevano ricevuto finanziamenti per le proprie ricerche). Ebbene, è risultato che il 33% di loro aveva tenuto un comportamento scorretto, pur di “meritarsi” i cash. In particolare: il 6% non ha pubblicato dati in contrasto con i propri; il 15,3% ha cambiato metodologia di ricerca, per accontentare i finanziatori. Fra gli altri abusi: l’uso del lavoro di altri, falsificando o inventando i propri dati (per fortuna lo fa solo lo 0,3%). Invito ha visitare per ulteriori informazioni il sito ARCHIMEDES: le grandi domande: "Scienza e pseudoscienza".
co-amministatore di katapekkia.net creatore del sommo anfibio e di articoli incontestuali. Sono colui che ha sempre qualche idea riposta nel cilindro :D








Pare che in Europa un veterinario su 6 sia italiano, le facoltà universitarie relative sono addirittura 14 (più di Francia, Inghilterra e Germania messe insieme!), e gli iscritti all’albo 24mila. Troppi: e infatti le statistiche dicono che a cinque anni dalla laurea, il 14% dei neoveterinari è ancora senza lavoro.